La Ballata

Nov. 8th, 2011 01:27 pm
zia_chu: (Reggy <3)
[personal profile] zia_chu
Nessuno me l'ha chiesto, ma voglio parlare de La Ballata dei cuori soli. Così, perché ieri ho sentito una canzone (Push me to the floor, per chi se lo stesse chiedendo - nessuno) ed ho pensato a Remus e Regulus e quindi all'ultima parte che ho scritto, più di un anno fa; perché mi sono improvvisamente accorta che mi manca e che sarebbe bello riuscire a scrivere l'ultimo pezzo della trilogia, quello di Sirius.
Inutile dire che è passato troppo tempo da quando ho ideato la storia. Quasi tre anni sono tanti, nel mondo della scrittura amatoriale (ma suppongo anche che lo sia nella scrittura in generale): cambiano modi di vedere le cose, cambiano gli scrittori ed il loro stile. Io, per di più, ho ritrovato una [livejournal.com profile] miki_tr che ha subito provveduto a rieducarmi su Remus (e in particolare sulla sua sessualità, perché noi non facciamo discorsi p0rnosi, NAH! XD).
Se dovessi riscrivere adesso quella storia cambierebbero un sacco di cose; forse non tanto nella prima parte, il PoV di Regulus, ma sicuramente la Ripresa avrebbe diversi cambiamenti.
Però mi manca. Era un po' un appuntamento annuale: si può quasi dire che la mia carriera di ficcywriter per un paio d'anni sia stata tutta concentrata su quel progetto (forse un po' troppo ambizioso per una persona volubile ed incostante come me) e che poi, di punto in bianco, io non l'abbia più trovato interessante.
Mi spiace doverlo dire, ma penso che il problema risieda proprio nella terza parte, nel fatto che ci sarebbe stato poco Remus/Regulus e tanto più Wolfstar. Assurdo, no? O forse non lo è per niente, dato che quella storia nasceva proprio per loro, proprio per dare un senso (nella mia testolina bacata) proprio a quel pair che altrimenti non esisterebbe. Quindi perché poi ricondurre tutto al Wolfstar (anche se era previsto che finisse così sin dall'inizio ed io lo sapevo, accidenti)?
Il problema sta tutto lì: so come deve finire quella storia, l'ho immaginato mille volte, ma... io volevo che finisse con del Fall of Rome (un nome molto figo e altisonante per dire Remus/Regulus *lolla da morire*). Ed ho pure ucciso Regulus, quindi di che mi lamento se non può finire così?
Però... Oggi ho riletto qualcosina e mi piange il cuore a vedere che non c'è una terza parte. O meglio, c'è, è iniziata da un anno o più, ma non ne vuole sapere di andare avanti. Sirius ha puntato i piedi e si rifiuta di proseguire, forse perché non gli piace quello che ho in serbo per lui, o forse perché s'è risentito del fatto che non voglio che finisca tutto a tarallucci, vino e Wolfstar. Sirius mi odia.
Mi piange il cuore a ripensare a tutta la tenerezza del capitolo in cui Regulus si prende cura di Remus malato e mi si strappa il cuore a pensare che probabilmente non scriverò mai della tenerezza con cui Sirius si sarebbe preso cura di Remus dopo la morte di Regulus.
E allora scrivila, no?
Eh, fosse facile. Troppe cose sono cambiate da quando iniziai il progetto e beh, non è più fra le mie priorità finirlo.
Però devo ringraziare questa storia per tante cose, prima fra tutte quella di avermi fatto scoprire Regulus, di avermelo fatto amare alla follia e di avermelo fatto sentire più mio di qualsiasi altro personaggio (beh, escluso il Wolfstar, ma quella è un'altra storia XD). Poi c'è il fatto di avermi finalmente dato una motivazione non solo per il Remus/Regulus, ma anche - e soprattutto! - per il Regulus/Severus. Mi ha sciolta da un sacco di punti di vista, nel senso che, se cerco sempre e comunque una giustificazione per quello che scrivo, ormai non ho più bisogno di esternarla; c'è nella mia testa e tanto basta, quindi se un giorno mi sveglio e voglio scrivere di Regulus che se la spassa con il primo che capita lo faccio. No, ok, non proprio così, ma comunque... La Ballata mi giustifica un sacco di cose, così come The power of orange knickers mi giustifica un altro pair che non sta né in cielo né in terra.
Forse alla fin fine devo ringraziare l'ambiziosa me stessa che tre anni fa ha scritto sul suo taccuino tutta una serie di titoli papabili, decidendo infine per "La Ballata dei cuori soli" perché aveva un bel suono; quella che, nemmeno allora, credeva che sarebbe riuscita a finirla, eppure ha fatto più di quello che avrebbe mai immaginato (temevo di fermarmi alla prima parte, insomma, invece ho scritto anche la seconda, con mia grande sorpresa XD); quella che ancora non sapeva che Regulus, di lì a poco, sarebbe diventato la sua Slut preferita.
Forse dovrei proprio ringraziarmi, brava Chu XDDD

E poi chissà. Magari Sirius smetterà di puntare le zampe come un cane capriccioso...
Nell'attesa...

La ballata dei cuori soli
Seconda strofa: Canis Maior

"Non voglio novità, colpi di scena. Voglio che tutto rimanga così per sempre. Anche se ‘per sempre’ non esiste."
(Saturno contro)


La mia vita è sempre stata confusionaria e complicata.
Oh, sì, beh, certamente lo è la vita di chiunque, quindi la mia non fa eccezione, no?
Remus avrebbe detto che sto solo cercando di impietosire il mio auditorio, o qualcosa di così contorto da non farmi capire cosa in realtà volesse dire. Beh, Remus ovviamente non avrebbe sbagliato, tranne per il fatto che non ho un pubblico da impietosire, stavolta.
Si tratta solo di me e della mia mente, dei miei ricordi e della mia coscienza. A volte ha la voce di Remus, a volte quella di James. A volte quella di mio fratello.
Quel piccolo figlio di puttana – e lo dico con tanto amore verso mia madre.
Ricordo ancora quando frignava da piccolo perché lo avevano sculacciato a dovere – e quando i Black fanno qualcosa, la fanno per bene: non erano mai semplici sculacciate a mani nude; oppure quando c’erano i temporali o aveva gli incubi, e lui piagnucolava a voce alta, solo per farsi sentire da me. Era troppo terrorizzato per alzarsi e venire nella mia camera, così ogni volta mi costringeva a sopportare quel teatrino che mi obbligava ad andare da lui e dormire lì nella sua stanza.
A volte pensavo che fosse una seccatura, altre, quando mi guardava con ammirazione, mi riempiva d’orgoglio essere il suo fratello maggiore.
Ma certo, ricordare tutte queste scene della mia infanzia è perfettamente inutile, perché non è di questo che voglio parlare. Non di come Regulus si aggrappava al mio pigiama quando aveva paura, o del modo in cui mi guardava quando venivamo sgridati – come se, semplicemente volendolo, potessi far smettere nostra madre di urlare e nostro padre di guardarci con furioso rimprovero. Né tanto meno voglio parlare di come le cose sono cambiate quando il Cappello Parlante l’ha diviso da me, in maniera così plateale che l’ho considerata una cesura definitiva.
Avevo dodici anni ed ero più stupido di adesso, quindi sì, anche se può sembrare una cazzata di proporzioni immani, nel momento dello Smistamento, mi sono sentito tradito.
Certo, di pecore nere nella nostra famiglia bastavano quelle che c’erano, grazie tante; e poi Regulus non è mai stato il tipo di figlio disubbidiente. No, quel piccolo stronzo aveva imparato già a sette anni che per evitare grane era meglio fare tutto ciò che nostra madre ci diceva, possibilmente alla lettera.
La cesura, quello strappo che ho sentito all’inizio del mio secondo anno ad Hogwarts, aveva iniziato a crearsi molto prima di quel momento. Solo che io non me n’ero mai accorto, nemmeno quando ho iniziato a chiamare James ‘fratello’ – ed è stato così facile farlo.
Ma quel giorno è stato definitivo: da allora in avanti le cose non potevano che peggiorare e così è stato.
Avevo così tanta rabbia nei confronti di mio fratello, sotto tutto l’orgoglio che provavo quando ne parlavo ai miei amici; ma era solo un modo per far vedere che ottimo fratello maggiore fossi. Era la rabbia a tormentarmi, quella causata dal fatto che Regulus lasciasse a me la parte del figlio cattivo e ribelle, che non mi venisse più a cercare quando riceveva una punizione, quando si ficcava nei pasticci; la rabbia per aver deciso, appena era stato abbastanza sveglio da farlo, che lui avrebbe vissuto secondo le regole della nostra famiglia, in modo da sopravvivere a tutto quello. Era già un piccolo Serpeverde allora: l’autoconservazione prima di qualsiasi cosa, ideali compresi.
Non ho mai capito che cosa ci vedesse Remus in quell’ammasso d’ipocrisia e incoerenza che era mio fratello. Ma poi, Remus aveva il suo ammontare di ipocrisia e incoerenza, quindi posso comprendere per quale motivo si sia sempre sentito in dovere di difendere quello stupido, di prendere ogni volta le sue parti, anche in tempi non sospetti – ma io sono sempre stato molto ottuso e non sono mai riuscito a capire quali siano stati i tempi non sospetti, rispetto a quelli sospetti.
Ma non era nemmeno di questo che volevo parlare, non dei miei problemi cronologici riguardo la storia fra mio fratello e Remus.
È una cosa del tutto incidentale, così come è complementare dover menzionare Regulus; perché vorrei parlare di Remus. Non di quanto mi piacesse e destabilizzasse – forse mi piaceva proprio per questo – ma solo di… lui. Perché è importante e penso che sia l’unica cosa che possa riuscire a mantenermi ancorato alla realtà dopo tutto quello che è successo.
E credetemi, coscienza, mente e ricordi: di cose, a Sirius Black, ne sono successe tante. Quasi tutte insieme. O forse è solo una sensazione.
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